Giovanna Da Por Sulligi

Artista multimediale

Nata a Bolzano, compie gli studi artistici a Carrara. Abilitata all’insegnamento di disegno e storia dell’arte per vincita di concorso nazionale. Insegna per alcuni anni queste discipline presso il liceo scientifico E.Torricelli di Bolzano.
A metà degli anni ottanta apre lo studio e inizia a dipingere ad encausto con terre d’affresco spatolate grandi cicli compositivi di dimensione parietale su tavole. Lavora per grandi masse prediligendo il peso del colore alla prospettiva. Sono donne polena che portano sulle spalle le navi, città lanciate su lastre nello spazio, golfiste in pose ieratiche come nella mostra “RITUS” presso la galleria A.Battaglia a Milano e a Innsbruck presso la galleria Bertrand Kass. Le sue opere sono visibili a Castel Mareccio a Bolzano, presso edifici pubblici, chiese e residenze private in Italia e all’estero. La sua è un’arte ingaggiata che affronta i temi del nucleare, l’ecologia e le guerre e i problemi delle donne.
Dal 2000 lavora con carte veline indurite con resine, rete per zanzariere e altri materiale trasparenti. Nascono così le effimere “Anti Wunderkammer “ o “Armadi dei Pensieri”, le “Tende da campo” o i panni stesi per la mostra “Aria”.
Nel 2004 dopo l’ennesimo femminicidio da il via al progetto “FEMINAE“.
Ancora veline dipinte, ma anche pizzi, calze di nylon, tulle inserite tra fogli di plexiglass dipinti per rendere con materiali trasparenti e delicati la forza delle donne, la capacità di concentrazione, di diversificare velocemente il pensiero e l’attenzione, la fatica del doppio lavoro, i traumi della violenza e l’ignoto che attende le spose.
Nel 2007 da questi lavori su plexiglass è stata selezionata un’opera per la realizzazione di un francobollo nazionale nell’anno europeo delle pari opportunità per tutti con grande mostra a Roma organizzata dallo stesso ministero.
Pur continuando la ricerca sul progetto “FEMINAE” il 2008 è stato l’anno in cui inizia la progettazione dei “MANDALA PER LHASA”. Sono meandri realizzati avvolgendo vecchi tessuti di famiglia intorno ad un anima morbida e fissati con fili di rame. Esposti nel 2009 nella Casa Atelier del Museion di Bolzano. I Mandala sono memorie che nel tempo hanno variato significato come i “VORTEX” elaborati digitalmente trasferiti su plexiglass con la tecnica a raggi UVA e getto di inchiostro.
Finalmente è riuscita a fondere le sue due anime con le donne pesce che affondano nei Mandala metafora dei sogni infranti delle donne morte in mare.
Ha esposto oltre che a Bolzano a Roma, Milano, Napoli, Trento, Ferrara, Trieste, Spoleto, Venezia, Padova. All’estero: New York, Philadelphia, Miami, Innsbruck, Londra e Lussemburgo.

Tra gli altri hanno scritto di lei

Critici e giornalisti

Elena Gollini (Catalogo "Spoleto Arte")
Giorgio Cortenova (Catalogo)
Paolo Campostrini ("Scripta Manent")
Luigi Serravalli (Catalogo)
Pedro Fiori (Flash Art)
Andreas Habkemeyer (Catalogo)
Traudi Messini (Catalogo e Rai 3)
Eva Gratl (Quotidiano Dolomiten)

Altre critiche e citazioni sono apparsi sui giornali dei luoghi in cui ha esposto e la documentazione è presso lo studio dell’artista.

Bibliografia principale

Spoleto Arte incontra Venezia 2014, ed. De Ferrari, ISBN 978-88-6405-623-4
Annuario Arte Modernam, ed. Acca 2014-2015-2016
Spoleto Arte 2015, ed. Leima, ISBN 978-88-9839-525-5
Miami meets Milano, ed. G.Mondadori, ISBN 978-88-6052-669-4
Scriptamanent, Provincia Autonoma Bolzano


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